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Giacomo Scimonelli

Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da più di vent’anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro.
Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezza mi ... (continua)


La sua poesia preferita:
Pensier d’oblio
Infinito invisibile

dal tremolio di un sospiro
nasce e si colora
pensier d’oblio

naviga ondeggiando
nel passato...  leggi...

Nell'albo d'oro:
Cercherò il mio posto
Il cielo piange

nemmeno lui
vuole accarezzare
la mia anima in pena

non vuol perdere tempo
con chi si rassegna.

Ha ragione...
ma oggi la nebbia m’incatena
non riesco ad attraversare i rovi
a difendermi dalle spine che mi straziano

il...  leggi...

L’ Intruso
Abbraccia il mar la collina
distesa verde azzurra
tra cielo terso
e acqua cristallina.

Sull’incantevole paesaggio
lo sguardo mio si posa
s’acquieta
insegue tenero connubio
ma non trova le parole...
-coscienza smembrata non ha voce-

Brandelli...  leggi...

Lingue a sonagli
Lingue velenose
Immergendosi
Negli abissi
Glaciali dell’anima
Urtano l’altrui sentire
Eccedendo nel lessico

Variopinte offese
Elegantemente mascherate
Lusingano con celata falsità
Estendendosi
Nei meandri malefici della mente
Ostruendo il...  leggi...

Il mio dolore
Lacrime insistenti mi schiaffeggiano
incolpevoli e silenti chiedon spazio
non indietreggiano
non possono
son figlie del mio sentire
del mio perenne disagio

emozioni e sofferenze
che mai nessuno potrà capire
le mie debolezze
il dolore che ha...  leggi...

Inciampa il verso
Inciampa il verso
libero e vellutato

senza compromessi
vibra e volteggia

senza sospirar
il destino accetta
lo colora ed inventa

involucro chiuso
non rispetta la regola

arieggia lacrimando
solfeggia traballando
nella strofa si...  leggi...

Rido, piango e vivo
Rido
piango e vivo
senza ragione
senza apparente motivo...

sospiri innati
ricamano tormenti

incanti improvvisi
solfeggiano gli istanti

lacrime non volute
sorrisi accennati
scorrono inesorabili

inondano il giorno che nasce
si confondono...  leggi...

Il mio canto stonato
Silenzio intorno

tutto tace

nessun clamore
nessun conforto

incido pianti
verseggio il dolore
versi semplici
figli del mio cuore...

rima baciata
nell'assonanza trova ristoro

plumbeo sospiro ricamato
cerca...  leggi...

Ho fallito
Testa china
ennesimo risalire lungo la via...

strada soffocante e stretta
tra deviazioni improvvise
che non lasciano scelta

bocca asciutta e lacrime in tasca
pianti da nascondere
sorrisi pronti all’uso

maschere usa e getta
sentenze...  leggi...

Giacomo Scimonelli

Giacomo Scimonelli
 Le sue poesie

La sua poesia preferita:
 
Pensier d’oblio (15/05/2012)

La prima poesia pubblicata:
 
Anima sola (19/01/2011)

L'ultima poesia pubblicata:
 
Il tempo stringe (07/01/2019)

Giacomo Scimonelli vi consiglia:
 Indossa le mie mani (02/02/2018)
 Dimmi che voglia hai (18/02/2018)
 È lu destinu ca cumanna (20/04/2018)
 Cercherò il mio posto (11/04/2018)
 Il mio dolore (04/01/2013)

La poesia più letta:
 
Piacere reciproco (27/04/2012, 10204 letture)

Giacomo Scimonelli ha 9 poesie nell'Albo d'oro.

Leggi la biografia di Giacomo Scimonelli!

Leggi i 10889 commenti di Giacomo Scimonelli

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Giacomo Scimonelli

Uomini come randagi... Buon Natale a voi

Riflessioni
Note di pianoforte nella notte fredda
arpe e violini ad accompagnare
rassegnazione e sofferenza

pensieri solitari e vagabondi
urlano la rabbia
cercano sempre una melodia di speranza

un abbraccio
una pacca sulla spalla...
ma sarebbe troppo
alla fine si accontentano di poco.

Come randagi raccattano
barboni vengono chiamati
una famiglia più non hanno
ma in passato erano amati

la prima parola è stata mamma
il primo pianto asciugato da una carezza
ma adesso regna buio ed incertezza
e nemmeno la fede sfama.

Una preghiera?
no... non serve
carità cieca non comprende
sorda ed ipocrita volge la schiena.

Buon Natale fratelli e sorelle
un cartone vi riscalderà
uno scarto del cenone
forse vi consolerà.

Buon Natale a voi
sfortunati eroi di ieri
tanti auguri da chi non ha coraggio
e pensa solo ai propri desideri.

Buon Natale e buon capodanno
anche se le scuse non basteranno
col cuore vi porgiamo la mano
e con la mente vi abbracciamo...

Buone feste
da chi ha molto e non vede
da chi ha poco e vi comprende...
sì...tanti auguri fratelli e sorelle.


Giacomo Scimonelli 24/12/2016 08:51| 17| 1255 974


Hanno inserito questa poesia nei propri segnalibri: - carla composto - Anna Rossi - Merlino - Sara Acireale - Pagu
Possiamo elencare solo quelli che hanno reso pubblici i propri segnalibri.
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
Se vuoi pubblicare questa poesia in un sito, in un blog, in un libro o la vuoi comunque utilizzare per qualunque motivo, compila la richiesta di autorizzazione all'uso.

Nota dell'autore:
«Nessuna polemica... non sono razzista ma una domanda sorge spontanea... gli immigrati, i rifugiati politici (e molti clandestini) giustamente aiutati e gli italiani che vivono per strada? Non riesco a darmi pace... ingiustizia evidente che mi lascia frastornato. Siamo tutti fratelli e sorelle ma così non sembra... i nostri concittadini ''barboni'' per strada e nessuno tra politici e religiosi ad alzare un mare di polemiche... solo qualche frase di circostanza e poi?»


Commenti sulla poesia Commenti di altri autori:

«Quanta ipocrisia, quante belle parole si sprecano in queste feste che esaltano i veri sentimenti per poi voltare le spalle e soprattutto gli occhi a chi è emarginato non solo dalla società ma dalla vita stessa. Una bellissima opera su cui riflettere e mettere la mano sul cuore.»
Club ScrivereAnna Rossi (24/12/2016) Modifica questo commento

«Ricordiamoci che c'è sempre qualcuno meno fortunato di noi per cui la parola festa non esiste. Una lirica molto toccante che apre il cuore verso chi non pensa ai cenoni ma a un tozzo di pane per sopravvivere. Commovente.»
Sabyr (24/12/2016) Modifica questo commento

«quanta sofferenza e ingiustizia nel mondo che in modo particolare salta agli occhi nei giorni di ricorrenze speciali... gravissimo problema che non si finirà mai di estinguere... versi che fanno riflettere...»
Club Scrivereemiliapoesie39 (24/12/2016) Modifica questo commento

«un sentimento pienamente condiviso che lascia il lettore amareggiato per le ingiustizie che una società dedita al consumismo perpetra nei confronti dei più deboli, un plauso»
Club ScrivereMerlino (24/12/2016) Modifica questo commento

«C'è un mondo che copre il pensiero con l'ipocrisia, solo per avere di più materialmente e chiude gli occhi dell'anima per non "vedere" e c'è chi umano come gli altri ha perso proprio tutto, condivido il dire di questi versi.»
Club ScrivereLina Sirianni (24/12/2016) Modifica questo commento

«Una bellissima poesia dedicata ai più sfortunati, dettata da un cuore sincero, dove regna tanta bontà e sensibilità! Complimenti al poeta che ha raccolto tanti versi dolcissimi per scaldare il cuore a tutte le persone che incontrano tanto freddo nella loro situazione!!! Apprezzata veramente!!!»
Maria Fiorella Corazza (24/12/2016) Modifica questo commento

«tanta ipocrisia in questi giorni ... quanta verità in questa lirica ach'io non sono razzista ma mi vien da pensare che c'è tanta gente agli angoli della strada senza una casa senza un piatto per mangiare ...gente che aspetta una pacca sulla spalla una calda coperta per ripararsi... perché non dobbiamo dar loro la stessa attenzione che diamo agli immigrati ... una poesia che arriva all'anima che porta a riflessione anche per tuta questa gente è Natale!!!!!!
elogio ed apprezzamenti»
Club Scriverecarla composto (24/12/2016) Modifica questo commento

«Politiche ingiuste e inspiegabili, che portano aiuti solo a persone
d'oltremare, senza poggiare un solido pensiero a chi, nella penisola,
ha seriamente bisogno di sostegno umanitario...
Poesia molto apprezzata»
Club ScrivereSilvia De Angelis (24/12/2016) Modifica questo commento

«Condivido il Tuo pensiero. Purtroppo possiamo solo usare la parola ma non possiamo niente difronte a chi non eletto continua a Governarci. Una solida riflessione che deve alzare lo sguardo degli Italiani su quello che sta accadendo. Complimenti!»
Club ScrivereGiovanni Ghione (24/12/2016) Modifica questo commento

«Eppure sono nostri fratelli e sorelle questi barboni, fanno parte della nostra stessa umanità. Noi, comunque, giriamo con indifferenza le spalle verso questa umanità sofferente. Molti di loro prima di scivolare nel baratro, avevano una casa, una famiglia e un lavoro ma poi hanno perduto il lavoro e... si sa, le bollette si accumulano, il mutuo non si può più pagare e a poco a poco, si passa dall'altra parte della barricata. Bisogna che si capisca questo perché può accadere a ognuno di noi in questo periodo di crisi in cui i poveri diventano sempre più poveri.»
Club ScrivereSara Acireale (24/12/2016) Modifica questo commento

«Mi sembra di riconoscere un luogo di Palermo un tema scottante ed una evidente ingiustizia nei confronti dei poveri Italiani, forse perché e soldi e la speculazione della pseudo solidarietà europea va solo in direzione degli immigrati, poi i nostri barboni che crepino pure!»
Giuseppe Vullo (24/12/2016) Modifica questo commento

«Una forte denuncia sociale nei confronti di un mondo sempre più indifferente "all'altro"; tuttavia i versi lasciano intravedere una possibile maggiore sensibilità.»
Club ScrivereFranca Mugittu (24/12/2016) Modifica questo commento

«molti fuggono dalle guerre che abbiamo provocato noi occidentali,
i poveri non hanno bandiere e nemmeno colore della pelle, subiscono
ingiustizie, chi per le guerre o come da noi il malaffare, le oppressioni
la poca onestà, allora chi ci va di mezzo è l'ultimo degli esseri umani.
I nostri politici hanno distrutto il tessuto sociale costruito col sudore dei nostri padri e nonni.
Per un pugno di voti ti fanno credere cose che sanno già in partenza di non poter
mantenere, a loro basta che la gente abbocchi all'amo della loro sete di potere.
Non facciamoci ingannare dai politici disonesti. Stanno evocando una guerra tra poveri.
Grazie, Poeta, la lirica ci ha dato modo di riflettere e disquisire.»
Club Scrivereemmalisa lucchini (26/12/2016) Modifica questo commento

«Uomini e donne come noi... nati e accuditi da braccia calde dal primo vagito, ora un marciapede, una panchina ad accoglierli nell'indifferenza del passante, nell'indifferenza di chi ieri a Natale è andato in Chiesa e magari ha fatto l'elemosina, quando il bisognoso ce l'aveva sotto gli occhi, bastava aprire il cuore. Le frasi di circostanza non servono a donare un tetto, del cibo, del calore, servono a pulire le coscienze... coscienze cieche di fronte all'ingiustizia, menti ipocrite... Perché comunque se trovano una persona avvolta nel cartone volgono lo sguardo... dall'altra parte... e poi magari parlano della solidarietà e dell'importanza del Natale e mangiano il corpo di Cristo e si scambiano il segno della pace.»
Club ScrivereRosanna Peruzzi (26/12/2016) Modifica questo commento

«Quattro anni fa, proprio alla vigilia del Santo Natale conobbi una donna che viveva per strada e dormiva con il suo amato in un vagone (barbone) metto tra parentesi questo termine proprio perché considero questo termine dispregiativo, comunque la mi sette una grande lezione di vita... Il suo ottimisto, la sua solarità nonostante la vita gli abbia preservato tutto quello che stava vivendo, dalla ricchezza alla povertà...»
Maria Manzari (26/12/2016) Modifica questo commento

«Una triste realtà messa in evidenza dal bravo poeta che accende riflessioni e ragionamenti. Sì, è vero, anche loro meritano un aiuto... sono nostri fratelli, sono nostre sorelle... non devono essere abbandonati, vanno aiutati e protetti. Un testo di grande significato.»
Club ScriverePagu (27/12/2016) Modifica questo commento

«Una lirica pienamente condivisa, oltre il commento di Anna Rossi che esprime il mio sentimento. Troppe sofferenze e ingiustizie in questo mondo, Natale perde la sua vera essenza... grazie all'autore. Il lettore ne esce conscio e amareggiato.»
Club ScrivereJosiane Addis (27/12/2016) Modifica questo commento

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